L’Osservatorio Astronomico di Malo è aperto ogni secondo e quarto Lunedì del mese, eccetto festivi, dalle ore 21.00

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Rimani sempre aggiornato sulle novità e sugli eventi dell'Osservatorio Astronomico di Malo, vogliamo sensibilizzare ed appassionare tutte le fasce d’età alla cultura astronomica.

19 Febbraio … 161 anni fa nasce a Malo l’astronomo GIUSEPPE CISCATO

GIUSEPPE CISCATO

Malo (Vicenza), 19 Febbraio 1859 – 14 Ottobre 1908

Primogenito di Pietro e Teresa Valdagni, studia dal 1882 al 1884 all’Università di Padova, dove si laurea in Matematica.
Dopo un biennio di insegnamento nella scuola secondaria, nel 1886 diventa aggregato all’Osservatorio astronomico di Padova come astronomo assistente e si dedica a ricerche di carattere astronomico-geodetico.
Libero docente di geodesia dal 1898, nel 1899 viene incaricato dall’Associazione geodetica internazionale di fondare e dirigere la Stazione internazionale per l’osservazione delle variazioni della latitudine terrestre a Carloforte (Cagliari).
Viene nominato professore straordinario di geodesia teoretica all’Università di Padova nel 1902 (ordinario dal 1907) e su suggerimento dell’astronomo e scienziato Giuseppe Lorenzoni, fonda all’interno dell’Osservatorio astronomico di Padova la sezione astronomica del gabinetto di geodesia, diventandone primo direttore.

Tra le varie pubblicazioni scientifiche su riviste italiane e straniere – inerenti a osservazioni di nuovi pianeti, asteroidi e comete, determinazioni di longitudine, studio della velocità e direzione dei venti – le più importanti sono:

Osservazioni dei pianeti e comete fatte alla Specola di Padova nel 1895; una lista di dati tratti da osservazioni effettuate nel 1895 su ventisei asteroidi e sulle comete III e IV, utilizzando uno strumento potente e un metodo nuovo, introdotto dall’astronomo M. Wolf nel 1891, che consiste nell’esporre alla regione di cielo da esplorare una lastra impressionabile dalla luce posta nel piano locale di un cannocchiale astronomico regolato sul moto diurno

La velocità e la direzione del vento a Padova nel ventennio 1870-1889; l’astronomo e scienziato Giuseppe Lorenzoni lo incarica di eseguire ricerche sulla velocità media del vento nelle otto direzioni principali, nei singoli mesi dell’anno a intervalli biorari del giorno medio. Nell’opera vi sono tabelle numeriche costruite ricavando i dati dalla lettura di un anemometro posto sulla torre dell’osservatorio di Padova a 50 m dal suolo e tavole con la rappresentazione grafica per l’interpretazione delle tabelle stesse

Differenza di longitudine fra Padova (Specola astronomica) e Roma (Monte Mario) osservata nell’agosto 1906; una raccolta di misurazioni di longitudine, latitudine e azimut effettuate tra 1904 e 1905 presso l’Osservatorio di Padova

Osservazione di comete e di pianetini fatte a Padova nel 1894 e calcoli relativi all’orbita del pianeta (354) e Osservazioni Astronomiche fatte alla Specola di Padova nel 1896

Credits: http://www.beniculturali.inaf.it/sicap/opac.aspx?web=INAFS&tbl=AST&ID=1003
BIBLIOGRAFIA UTILIZZATA a cui vi rimandiamo direttamente ai link sottostanti per ulteriori informazioni e approfondimenti:
  • Silvia Caprino, CISCATO, Giuseppe, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 26, Roma, Istituto dell’Enciclopedia Italiana, 1982;
  • http://www.beniculturali.inaf.it/ INAF Polvere di Stelle I BENI CULTURALI DELL’ASTRONOMIA ITALIANA su Giuseppe Ciscato QUI

LA CITE’ DE L’ESPACE DI TOLOSA (FRANCIA)

Buongiorno a tutti! 😀

Oggi vi pubblichiamo il testo dell’articolo uscito proprio in questi giorni su Malo ’74, rivista bimensile maladense (CHE RINGRAZIAMO !!!) riguardante la visita alla Cité de l’Espace di Tolosa (Francia) compiuto da una piccola parte del team dell’Osservatorio di Malo e di cui vi abbiamo già parlato in un post su questa pagina ancora in data 1 Ottobre 2019 … Vi riconsigliamo di andarla a scoprire! 😀

Malo ’74 è disponibile anche on-line, però, per chi come a noi piace ancora la versione cartacea, potete trovarlo in edicola (Eddai! Andate! 😉 )

Nel frattempo, buon inizio settimana e … alla prossima!

Stay tuned! 😉

   

2020: Le prime immagini della superficie del Sole …

Buongiorno a tutti! 😀

Vi ricordiamo che le prossime date di apertura dell’Osservatorio Astronomico di Malo (sempre dalle ore 21.00, meteo permettendo, eh! 😉 ) previste per il mese di Febbraio sono:

  • Lunedì 10
  • Lunedì 24

Con l’occasione, vi proponiamo una delle prime immagini dettagliate della superficie del Sole, ottenute grazie al telescopio solare dotato di uno specchio primario di 4 metri (il più grande al mondo) del nuovo Osservatorio statunitense Daniel K. Inouye Solar Telescope (DKIST), situato ad oltre 3000 metri di quota, sulla sommità del vulcano Haleakala nelle isole Hawaii. 😀

Sono state diffuse in rete dal 30 Gennaio 2020 … Noi abbiamo selezionato quella più significativa direttamente da un post pubblicato nella pagina Instagram dell’INAF che vi linkiamo QUI 😀 😀 😀

Alla prossima!

Stay tuned! 😉

Dal post di MEDIA INAF risalente al 30 Gennaio 2020: Apre gli occhi il telescopio solare più grande del mondo.Sono state diffuse poche ore fa le prime, dettagliatissime, immagini della superficie solare ottenute con il nuovo osservatorio statunitense Inouye Solar Telescope, dotato di uno specchio primario da ben quattro metri, nonché di un complesso sistema di raffreddamento per dissipare l’enorme calore prodotto. In questa foto, ripresa alla lunghezza d’onda di 789 nm, si possono distinguere per la prima volta dettagli delle dimensioni di 30 km. L’immagine copre un’area quadrata di 36.500 km di lato.
Credits: Nso/Aura/Nsf

1990-2020 … 30 anni di HUBBLE!

Buongiorno a tutti! 😀

Il telescopio Hubble (Hubble Space TelescopeHST) viaggia a circa 600 km dalla Terra ad una velocità 28.800 km/h circa in orbita nella parte più esterna della nostra atmosfera, al riparo dalle distorsioni provocate proprio da quest’ultima. Già nel 1923 si inizia a parlare di un telescopio da inviare nello spazio. Dopo la Seconda Guerra Mondiale, più precisamente nel 1946, l’astronomo Lyman Spitzer delinea i vantaggi di un osservatorio spaziale; circa 50 anni dopo, il 24 Aprile 1990, viene lanciato con lo Space Shuttle Discovery. Il cilindro ha una lunghezza di 13 metri circa e una massa di oltre 11 tonnellate. 😀

Inizialmente, però, Hubble … “vedeva male”: il margine di errore era di 2,2 micrometri; è stato perciò necessario montare degli “occhiali” costringendo addirittura gli astronauti dello Shuttle Endeavour, nel 1993, a ben cinque passeggiate spaziali

Da allora, ogni settimana, Hubble invia al pianeta Terra 120 gigabytes di dati circa ed è proprio grazie a lui se noi oggi siamo a conoscenza dell’età dell’Universo: 13,7 miliardi di anni. 😀

Lo scorso Settembre, l’Ente Spaziale Europeo (ESA) ha selezionato trenta delle immagini trasmesse in questi anni – anche tra le meno conosciute – e le ha condivise sugli account Facebook ed Instagram chiedendo agli appassionati in Rete di scegliere quelle più belle. Le dodici più belle, nonché le Hubble Space Telescope Hidden Gems – le gemme nascoste di Hubble -, sono state inserite nel calendario ESA 2020 e “sono accessibili a chiunque, libere di essere ammirate, condivise e stampate”; noi ve le linkiamo direttamente QUI … WOW! 😀 😉

Alla prossima!

Stay tuned! 😉

Credits: https://hubblesite.org/

Ringraziamento post serata Giovedì 2 Gennaio 2020

Il team dell’Osservatorio Astronomico di Malo ringrazia di cuore il gruppo di 11 ragazzi (varie età) di Malo e Case di Malo, accompagnati dai loro genitori – e in particolare dalla Sig.ra Lidia che ci ha contattato per organizzare la serata – che sono passati a trovarci (nonostante il freddo!!! 😉 ) Giovedì 2 Gennaio 2020 … siete ufficialmente il primo gruppo per questo nuovo anno! 😀

E’ stato davvero bello conoscervi e … ci rivedremo ancora! 😉

Alla prossima! 😀

Stay tuned! 😉

CHIUSURA FESTIVITA’ NATALIZIE

Buongiorno!!! 😀

Si avvisano i gentili utenti che da Lunedì 23 Dicembre 2019 a Domenica 12 Gennaio 2020 l’Osservatorio Astronomico di Malo resterà chiuso 24h/24h in concomitanza delle Festività Natalizie.
L’orario di apertura (dalle ore 21.00, meteo permettendo) riprenderà regolarmente da Gennaio 2020 con le seguenti date:

  • Lunedì 13
  • Lunedì 27

BUONE FESTE A TUTTI e … ci rivediamo nel 2020! 😀

… Stay tuned! 😉

Il team dell’Osservatorio Astronomico di Malo: Roberto Cazzola, Manuel Costa, Claudio Mion, Elisa Mion

Credits: http://www.molecularlab.it/omgscience/?p=4432

Foto Galassia NGC 3175 della costellazione “Macchina Pneumatica”

Buonasera a tutti! 😀

Risale a ieri la foto di NGC 3175, galassia a spirale appartenente alla costellazione della Macchina Pneumatica (Antlia o Antlia Pneumatica) avente una distanza di circa 50,92 anni luce da noi, pubblicata da MEDIA INAF Il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica.

NGC 3175 è stata scoperta nel 1835 circa dall’astronomo inglese John William Herschel. Inoltre, per quanto riguarda la costellazione della Macchina Pneumatica, insieme ad altre dodici costellazioni del cielo meridionale (a cui essa stessa appartiene), è stata istituita dall’astronomo francese Nicolas Louis de Lacaille per riempire alcune regioni quasi vuote di stelle non appartenenti ad alcuna costellazione dell’epoca. Alla Macchina Pneumatica non è associato nessun mito classico, perché Lacaille, per le costellazioni, ha preferito utilizzare solamente nomi di strumenti scientifici e tecnologici.

Potete trovarla tranquillamente anche nella home del sito dell’INAF QUI e sulla pagina Instagram dell’Istituto stesso @mediainaf che vi linkiamo QUI 😀

Stay tuned! 😉

Da MEDIA INAF – Gli astronomi la chiamano Ngc 3175, ed è una galassia a spirale a circa 50 milioni di anni luce da noi.
Questa immagine è stata ottenuta grazie al telescopio spaziale Hubble e permette di vedere in dettaglio le strutture luminose e quelle più opache, ricche di polveri interstellari.
Credits: Esa, Hubble, Nasa, D. Rosario et al.

Insolita M77 (NGC 1068) … Galassia nella costellazione della Balena

Buongiorno a tutti! 😀

Lunedì è stata pubblicata da MEDIA INAF Il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica una foto alquanto insolita e particolare di M77 (NGC 1068), galassia a spirale appartenente alla costellazione della Balena (Cetus) che si trova a circa 47 milioni di anni luce da noi e che può essere osservata in entrambi gli emisferi perché si situa praticamente sopra l’equatore celeste. E’ stata scoperta dall’astronomo francese Pierre Méchain nel 1780 circa; questi comunicherà poi la sua scoperta a Charles Messier, che provvederà ad inserire M77 nel suo celebre e omonimo catalogo. 😀

Per vederla, la trovate nella home del sito dell’INAF QUI e sulla pagina Instagram dell’Istituto stesso @mediainaf che vi linkiamo QUI 😀

Stay tuned! 😉

Da MEDIA INAF: Nessuna galassia è stata maltrattata per ottenere questa immagine.
Si tratta di una combinazione di dati ottenuti con i telescopi spaziali Hubble e Nustar, che lavorano rispettivamente nella banda visibile e nei raggi X, insieme alle informazioni raccolte dallo strumento Hawc+, che misura la polarizzazione della luce infrarossa.
La galassia in questione si chiama M77 e le linee che vedete evidenziano il suo campo magnetico.
Credits: Nasa, Sofia, Hawc+; Jpl-Caltech, Roma Tre. U.; Esa, Hubble, Nustar, Sdss.

Resto di Supernova nella Grande Nube di Magellano

Buongiorno a tutti! 😀

Anche per questa settimana continueremo con la pubblicazione di fotografie, anzi, splendide foto astronomiche; quella di oggi risale a circa una settimana fa e riprende il resto di Supernova, originatosi a seguito dell’esplosione di una stella all’interno della galassia satellite della Via Lattea chiamata Grande Nube di Magellano verificatosi “solo” 2000 anni fa … 😀

E’ stata pubblicata da MEDIA INAF Il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica …e potete trovarla tranquillamente anche nella home del sito dell’INAF QUI e sulla pagina Instagram dell’Istituto stesso @mediainaf che vi linkiamo QUI 😀

Stay tuned! 😉

Da MEDIA INAF: Circa 2000 anni fa, all’interno della galassia satellite della Via Lattea chiamata Grande Nube di Magellano, una stella è esplosa lasciando al suo posto questo spettacolare grumo di gas e polveri, che gli astronomi chiamano resto di supernova.
Al suo interno la materia si addenserà nuovamente, formando altre stelle (come è successo parecchi miliardi di anni fa per il Sole), in un continuo riciclo cosmico.
L’immagine che vedete è stata ottenuta sovrapponendo i dati raccolti dal telescopio a raggi X Chandra e il telescopio ottico Hubble.
Credits: Nasa, Esa, Hubble, Chandra, Judy Schmidt

Foto Giove del 3 Novembre 2019

Buonasera a tutti! 😀

Vi ricordiamo che l’unica data di apertura dell’Osservatorio Astronomico di Malo prevista per il mese di Dicembre (e per quest’anno 2019!) è Lunedì 9, dalle ore 21.00, meteo permettendo.

Risale al 3 Novembre 2019 la foto di Giove scattata dalla sonda della NASA, Juno, e pubblicata ieri da MEDIA INAF Il notiziario online dell’Istituto nazionale di astrofisica … Noi oggi ve la proponiamo (potete cliccarci sopra) ma potete trovarla tranquillamente anche nella home del sito dell’INAF QUI e sulla pagina Instagram dell’Istituto stesso @mediainaf che vi linkiamo QUI 😀

Buon weekend!

Stay tuned! 😉

Da MEDIA INAF – Poco più di un mese fa, il 3 novembre 2019, la sonda spaziale Juno della Nasa ha catturato questo ritratto dell’emisfero sud di Giove.
Nell’immagine sono ben visibili i numerosi vortici e le turbolenze che animano gli strati superficiali del gigante gassoso.
Al momento dello scatto la sonda si trovava a circa 105 mila chilometri dal pianeta e viaggiava alla velocità di 137 mila chilometri orari.
Credits: Nasa/Jpl-Caltech/SwRri/Msss/AliAbbasiPov
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